Prodotti Gastronomici

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I Vini
Sui versanti più soleggiati del nostro territorio è largamente e felicemente diffusa la viticoltura. Parte della produzione viene dalle cantine sociali, ma diffusissime sono le piccole aziende a conduzione familiare che vinificano e imbottigliano direttamente.

Il vino più diffuso è il celebre Dolcetto d’Acqui e d’Ovada accompagnato dal Barbera, il Brachetto, il Cortese, il Moscato ed il Grignolino, tipico delle colline della zona del Monferrato: un vino dal carattere delicato e dal profumo persistente di grande pregio e molto raffinato.

 

I Funghi e i Tartufi
Il fungo porcino è celebrato in sagre e mostre mercato che animano l’autunno dei paesi di Ponzone, Cassinelle, Morbello e delle alte valli dell’Orba e dell’Erro. Di elevata qualità, sodo, dal colore scuro, dalla polpa compatta grazie alla scarsità di precipitazioni, il fungo dell'Appennino Piemontese sviluppa qualità organolettiche talmente particolari da essere stato proposto per la classificazione di denominazione di origine apposita.

Le terre dei Calanchi della Valle Bormida nascondono i migliori tartufi, sia bianchi che neri, capaci di animare un fiorente commercio non solo sul mercato di Alba ma anche presso i ristoranti piemontesi e liguri. Tipica è l’immagine, realmente ancora presente su territorio, della figura del trifulau che gira i boschi di notte in compagnia del fidato cane e della zappetta per rimuovere il prezioso fungo sotterraneo.

 

Il filetto baciato ed i salumi tradizionali
A Ponzone, paese nei pressi di Acqui Terme a cavallo tra le Alpi e gli Appennini, sopravvivono ancora le tradizioni di una volta, prime fra tutte quelle culinarie come i salami cotti e crudi, la testa in cassetta, i sanguinacci, le frizze, le grive, le salsicce, i cacciatorini e il particolarissimo Filetto baciato.

Il Filetto baciato è un salame crudo nato nell’800, creato dal macellaio Romeo Malò e tuttora prodotto dalla macelleria di famiglia, oltre che da altri salumifici della zona. Consiste in un filetto di maiale, estratto dalla salamoia, posto all’interno della pasta di salame, insaccato in un budello naturale e quindi stagionato da tre a sei mesi. Ancora oggi viene servito tagliato a fette molto sottili.

 

La Formaggetta
La Formaggetta è l’unico formaggio tradizionale italiano di puro latte caprino realizzato ancora oggi da una quarantina di piccoli produttori presenti su tutto il territorio che perpetrano la tradizione, nonostante il disciplinare consenta una elevata percentuale di latte vaccino.

Questo formaggio rappresenta una sintesi dei profumi, delle erbe e dei fiori dell'Appennino Piemontese, il simbolo di una pastorizia aspra e coraggiosa, di montagna, condotta allo stato brado: un caprino che, consumato fresco o ancor più stagionato, appare a tutt’oggi l'unico in grado di superare i miti caseari francesi.

 

La Carne
Le piccole stalle di collina allevano capi di razza piemontese e soltanto i migliori vengono ingrassati con cura per partecipare alle fiere di Toleto, Cassinelle e Montechiaro. Un Macello di Valle a norma CEE con sede a Montechiaro Piana rappresenta l’evoluzione moderna della tradizionale filiera della carne. Si sta considerando anche di apporre un marchio di qualità territoriale affinché il prodotto allevato e macellato in zona sia identificato chiaramente.

La diffusione dell’allevamento ovicaprino consente di immettere sul mercato un’eccellente quantità di agnelli e capretti, dalle carni delicate e saporite grazie al latte aromatico e odoroso di erbe selvatiche.

Altra tradizionale forma di allevamento è quella dei tanti animali da cortile: conigli, galline, faraone, tacchini e soprattutto capponi di pura e antica razza livornese.

 

La Selvaggina
Le terre appenniniche al confine con la Liguria sono completamente ricoperte da un fitto bosco di latifoglie, in parte riserva di caccia e in parte oasi di ripopolamento.

La selvaggina è abbondante - lepri, fagiani, pernici, beccacce, caprioli e soprattutto cinghiali - e rappresenta un punto fisso dei menù autunnali e invernali proposti dalle numerose trattorie e ristoranti della zona.

 

Il Miele
Appassionati apicoltori mantengono viva la tradizionale produzione del miele; le api sono allevate sia stabilmente sia con il metodo del nomadismo, mediante lo spostamento delle arnie nei luoghi più ricchi di fiori.

Si producono sia i classici monovarietali acacia e castagno, sia un intrigante millefiori di mezza montagna.

 

Le Castagne, le Nocciole, i Dolci tipici
La Comunità Montana vanta una secolare tradizione di piccoli laboratori artigianali per la produzione di dolci che utilizzano due dei prodotti più classici del territorio: le nocciole, coltivate soprattutto sui versanti della Valle Bormida, e le castagne, i cui boschi coprono tutto il territorio appenninico fino allo spartiacque ligure.

Tra le specialità vi sono gli amaretti, il torrone morbido e duro, le lingue di suocera, i baci di dama, i brut e bon e la famosa torta di castagne, soffice e saporita, elaborata da antiche ricette contadine che la prevedevano in occasione delle feste pasquali.

Sempre più rari e ricercati sono i marroni, che si distinguono dalle castagne per il frutto non settato, le maggiori dimensioni, la forma più tondeggiante e le qualità organolettiche più spiccate: per questo sono utilizzati in raffinate e costose preparazioni dolci come i celebri marrons glacès.

 

Le Grappe,i Liquori, gli Amari
Prodotto di punta è l’Amaro al fungo di Ponzone, mentre sta riprendendo, dopo anni di abbandono, la gloriosa produzione dell’Amaro Marroni di Spigno Monferrato.

 

Le Erbe aromatiche e officinali
Con l’inizio della bella stagione il territorio si veste di colori e profumi paragonabili soltanto a quelli della Provenza: questo grazie ai campi di lavanda che coprono i versanti meno adatti alla frutticoltura e recuperati proprio grazie allo sviluppo della coltivazione di erbe officinali e aromatiche.





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