Loazzolo, la DOC più piccola d'Italia

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Loazzolo, la DOC più piccola d'Italia è stata riconosciuta nel 1992, un vino dolce rarissimo, vinificato e imbottigliato esclusivamente da uve Moscato (tradizionalmente impiegate per la produzione dell'Asti), uve appassite ed eventualmente attaccate dalla muffa nobile, coltivate nel solo comune di Loazzolo caso unico in italia.

Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino "Loazzolo" devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche qualitative.

Sono considerati idonei unicamente i vigneti ubicati su pendii e dossi collinari soleggiati su terreno a struttura calcarea marnosa. La giacitura dei terreni vitati, per favorire l'insolazione, deve essere collinare con pendenza minima del 20% con esclusione dei vigneti di basso o di fondo valle, ombreggiati, pianeggianti o umidi. Tenuto conto delle elevate esigenze termiche del vitigno Moscato bianco destinato alla produzione del vino "Loazzolo", sono da considerarsi idonei esclusivamente i vigneti in esposizione solari collocati sui versanti collinari da est a ovest. I sesti di impianto devono assicurare nella parte coltivata minimo 4.000 viti per ettaro: le forme di allevamento ed i sistemi di potatura debbono essere quelli generalmente usati (potatura corta Guyot, cordone a sperone).

L'uva prodotta deve essere vendemmiata tardivamente per ottenere una grande gradazione zuccherina (14-15° alla vendemmia) e lasciata appassire per alcuni mesi, su graticci di canne in un apposito locale denominato fruttaio; attaccata dalla muffa nobile, viene successivamente selezionata a mano. Il mosto viene vinificato all'inizio dell'inverno, fatto fermentare lentamente e affinato per 2 anni a partire dal 1 gennaio successivo a quello della vendemmia, di cui almeno 6 mesi in barriques di rovere, dopodichè viene imbottigliato.

Si ottiene un vino concentrato, intenso, molto carico.

Nel bicchiere si presenta limpido, trasparente con riflessi accesi senza cedimenti, di color dorato. Ha un impatto olfattivo molto intenso, molto schietto e molto fine, complesso, con le sue note fresche, agrumate e mielate, in modo particolare di albicocca, mela e limone. In bocca si presenta caldo e rotondo, ottima scorrevolezza, dolce ma con ancora una buona freschezza, un vino robusto.

Un vino equlibrato che tende alla morbidezza, come giusto che sia per i vini di questa categoria. Al palato vengono confermati i profumi sopracitati, sentiamo del cedro, note tamarindo, canditi; dopo la diluizioni una nota piacevole di frutta secca come la nocciola. E’ un vino Equilibrato e pronto, ma sicuramente con le caratteristiche trovate si mantiene per alcuni anni.

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